Premio IN/ARCH – ANCE Prima edizione 2005-2006
XXIX Seminario e Premio di Architettura e Cultura Urbana – Camerino

La storia dei Premi IN/ARCH

Officine Olivetti Ivrea 1961

“….I premi in/arch, oltre a segnalare, evidentemente, quegli architetti  che hanno compiuto un lavoro di sintesi e di risoluzione finale di tutte le componenti di forza nella componente ultima……cioè nell’opera d’arte, sono rivolti anche a premiare personalità politiche, funzionari di Enti, produttori, critici d’arte, istituti e imprese, cioè l’intera sfera di attività e di interessi, al centro della quale si pone il risultato artistico. E’ poi molto importante che anche i premi che sono destinati agli edifici, premino non solo l’architetto ideatore ma anche il committente e il costruttore….”

Con queste parole Giulio Carlo Argan presentava nel 1962 la prima edizione dei Premi Nazionali IN/ARCH che, per trent’anni, hanno rivestito un ruolo di grande importanza nel dibattito architettonico italiano.

I premi IN/ARCH si sono susseguiti con cadenza annuale dal 1962 al 1972 per poi riprendere, dopo una pausa di oltre 15 anni, nel 1989 e proseguire sino al 1992. In questa seconda fase i premi erano articolati in Premi Nazionali e  Premi Regionali, entrambi con cadenza biennale.

Dopo una pausa di 13 anni, grazie soprattutto alla collaborazione di ANCE, nel 2005 sono stati rilanciati i Premi Nazionali di Architettura IN/ARCH – ANCE che si sono susseguiti per 5 edizioni, fino al 2014.

Uno sforzo organizzativo rilevante che ha consentito, grazie all’impegno dei suoi promotori, di rilanciare un premio ricco di tradizione e di prestigio.

Un premio unico in Italia per una peculiarità che lo ha sempre caratterizzato: per la loro natura e la loro struttura i premi IN/ARCH prima e i premi IN/ARCH-ANCEpoi hanno sempre  affermato con chiarezza che la qualità di un’architettura non è circoscritta a questioni estetico-linguistiche ma è l’esito di un processo complesso che coinvolge tutti i passaggi della filiera produttiva: domanda, esigenze, programma, norme, risorse, progetto, realizzazione, controllo, gestione, manutenzione.

Di qui la scelta di premiare l’opera e i tre principali protagonisti che sono alla base della sua realizzazione: committente, progettista, costruttore.

I Premi, quindi, anche come occasione di confronto e dialogo tra mondo imprenditoriale e mondo della progettazione.

“..per questo motivo il sistema dei premi è anzitutto un sistema di denuncia, effettuato attraverso la messa in evidenza delle interrelazioni a monte, a livello di cause. Per questo motivo i premi sono una dizione da chiarire: non si tratta di premiare il meglio, se mai di denunciare il contesto attraverso le eccezioni. Per questo motivo non diciamo che stiamo distribuendo dei premi: diciamo che stiamo tracciando il panorama della condizione italiana attraverso le sue architetture.:”

Queste parole usate da Vincenzo Cabianca per presentare l’edizione del 1966 dei Premi IN/ARCH aiutano a cogliere un ulteriore aspetto del nuovo ciclo di Premi.

Una ricognizione delle “eccezioni” , delle architetture di qualità realizzate in Italia negli ultimi anni in un contesto generale di trasformazioni del territorio ancora molto, troppo desolante: questo è un primo risultato ascrivibile all’iniziativa dei premi.

In ogni edizione la selezione delle candidature da sottoporre alle valutazioni della Giuria è stata  un’occasione per effettuare un vero e proprio monitoraggio– seppur parziale e certamente non esaustivo – sullo stato dell’architettura italiana, per individuare altresì opere di qualità anche poco conosciute perché non inserite nel circuito mediatico delle riviste di architettura, spesso pigramente adagiate sui soliti nomi dello star system.

Il percorso dei Premi IN/ARCH – ANCE ha visto il coinvolgimento e la collaborazione di importanti esponenti del mondo della progettazione, dei costruttori, dell’imprenditoria, del mondo dell’arte e della cultura che hanno partecipato alle diverse giurie oltre che di numerosi adivsor che hanno contribuito alla selezione delle candidature.