Chi siamo

DISCORSO FONDATIVO

"L'idea di costituire un Istituto Nazionale di Architettura è emersa nel seno della sezione italiana dell'Unione Internazionale degli Architetti. Non è un caso. Per i suoi compiti, la nostra sezione UIA è venuta a contatto con le organizzazioni di architettura di molti -paesi, ha visto come funzionano, ne ha analizzato la struttura. L'idea di un Istituto Nazionale di Architettura è sorta quasi spontaneamente. Dagli Stati Uniti all'Australia, dall'Inghilterra al Brasile, dalla Svizzera all'Argentina, ovunque nel mondo esistono Istituti di Architettura, alcuni fortissimi, altri meno, tutti operanti. Soltanto l'Italia non ha un organismo del genere, una casa dove coloro che producono l'architettura si ritrovano, concordano il loro lavoro, dibattono problemi, predispongono strategie per incidere, negli orientamenti della classe dirigente, nella vita del paese, nell'opinione pubblica. Questo vuoto è stato parzialmente colmato ora dall'Associazione fra i Cultori di Architettura, ora da un'Associazione Architetti, in qualche regione da un Collegio, spesso da enti di carattere professionale che hanno aggiunto alle loro già onerose funzioni alcune attività culturali. La stessa UIA, organizzando due convegni, si è assunta un carico che, all'estero, grava sugli Istituti Nazionali di Architettura. Tale è la situazione: un contesto di ottime intenzioni, un'incessante serie di iniziative che hanno vita breve e momentaneo successo. Nulla di istituzionalizzato, quindi nulla di solido, nessuna garanzia di continuità. Ma c'è subito da domandarsi: sentiamo veramente il bisogno di un simile Istituto? A questo interrogativo risponderete voi. Qui basti constatare che quanto gli Istituti di Architettura attuano negli altri paesi, da noi o viene realizzato in forme episodiche, oppure non viene realizzato affatto. I migliori Istituti di Architettura stranieri, dopo la guerra, tennero corsi di aggiornamento per ingegneri e architetti che tornavano alla professione; sistematicamente, organizzano seminari, o cicli di conferenze, su aspetti dell'economia edilizia, sulle moderne tecniche e i nuovi materiali; svolgono un'intensa attività culturale con vivaci dibattiti e confronti sulle varie tendenze progettuali; promuovono mostre di architetti, o di architetture scolastiche, ospedaliere, residenziali, industriali; assegnano premi che hanno vastissima risonanza; collaborano all'insegnamento, attraverso concorsi riservati agli studenti. Inoltre, dopo e insieme a tutto questo, si rivolgono agli altri, ai consumatori dell'architettura, stimolano la clientela con scritti, esposizioni, riunioni dirette a far conoscere agli utenti cosa i produttori hanno da offrire. Tramite gli Istituti, architetti e ingegneri edili corroborano la loro azione, l'ampliano, l'ingranano nella società. Nelle ultime elezioni inglesi, sia il partito conservatore che quello laburista hanno sottoposto all'elettorato circostanziate e analitiche piattaforme riguardanti l'architettura. Chi le aveva elaborate? E' evidente, uomini del Royal Institute of British Architects di orientamento politico opposto: avevano una sede comune, affrontavano -problemi analoghi, parlavano un linguaggio concordato, potevano dunque dire cose diverse..." B. Zevi

STATUTO

STATUTO DELL'ISTITUTO NAZIONALE DI ARCHITETTURA – IN/ARCH

Art.1 SCOPI

E' costituito in Roma l'Istituto Nazionale di Architettura, IN/ARCH. Esso ha lo scopo di promuovere e coordinare gli studi sull'architettura valorizzarne i principi e favorirne l'applicazione, mediante l'incontro delle forze economiche e culturali del paese che partecipano al processo edilizio, sollecitare mediante un'azione continua e diretta l'interesse della collettività, cui è destinata la produzione architettonica. Quale ente culturale e tecnico collabora con le pubbliche amministrazioni centrali e periferiche, per lo studio dei problemi dell'architettura. Cura le relazioni con organismi similari italiani e di altri paesi e collabora con la Sezione Italiana dell'Unione Internazionale Architetti (UIA). L'IN/ARCH organizza e promuove mostre di architettura e di arte in genere, di materiali edilizi, dibattiti e incontri culturali, centri studi, centri di documentazione, premi, pubblicazioni, programmi radiotelevisivi, film, e quanto altro possa servire alla conoscenza dei problemi architettonici. L'organizzazione di tali attività, previa comunicazione alla sede centrale, potrà anche essere curata dalle Sezioni Regionali di cui all'art.2.

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ORGANIGRAMMA

Consiglio Direttivo Nazionale dell'IN/ARCH

Presidente
dott. Adolfo Guzzini

Vicepresidenti
arch. Francesco Orofino
ing. Ambrogio Prezioso - CITTAMODERNA

Segretario
arch. Francesco Porto

Tesoriere
ing. Luigi Rebecchini - STILE

ing. Paolo Baratta
dott.ssa Cristiana Colli
dott. Cesare Ferrero
arch. Michele Franzina
arch. Massimo Locci
Dott. Alessio Michele Muciaccia - GTS logistic
ANCE Associazione Nazionale Costruttori Edili
arch. Simone Cola - CNAPPC Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori

Revisore dei conti
dott. Massimiliano Carbone

Comitato dei Saggi
Massimo Bilò
Massimo Pica Ciamarra
Carlo Odorisio
Maria Luisa Polichetti

Sono inoltre membri di diritto del Consiglio Nazionale i Presidenti delle Sezioni regionali:
arch. Fabio Poggio Armellini_IN/ARCH Liguria
arch. Carlo De Luca_ IN/ARCH Campania
arch. Marcello Guido_ IN/ARCH Calabria
arch. Mauro La Notte_ IN/ARCH Puglia
dott. Cesare Ferrero_ IN/ARCH Lombardia
arch. Paola Valentini_ IN/ARCH Piemonte
arch. Ignazio Lutri_ IN/ARCH Sicilia
dott. Mino Lorusso_ IN/ARCH Umbria
ing. Marco Montagna_ IN/ARCH Marche
ing. Andrea Casciu_ IN/ARCH Sardegna
dott. Davide Zardo_ IN/ARCH Triveneto
arch. Luca Zevi_ IN/ARCH Lazio