
Gigetta Tamaro. Professione Architettrice

Concorso internazionale “Marisa Cerruti” per la comunicazione de L’architettura cronaca e storia
Intervento IN/Arch in Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica
IN/Arch è intervenuta in Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto.
L’invecchiamento della popolazione, la riduzione e frammentazione dei nuclei familiari, l’aumento della mobilità studentesca e lavorativa, i fenomeni migratori e l’emergere di nuove vulnerabilità sociali determinano una domanda abitativa sempre più diversificata. Tali trasformazioni richiedono un superamento dei modelli insediativi tradizionali e l’elaborazione di soluzioni flessibili, inclusive e sostenibili.
In questa prospettiva, l’ambiente costruito deve essere inteso come infrastruttura sociale attiva, capace di incidere sui processi di inclusione, sull’accesso ai servizi, sulla qualità della vita e sulla coesione delle comunità. Le reti territoriali – materiali e immateriali – assumono un ruolo decisivo nel garantire equità e accessibilità, contrastando fenomeni di marginalizzazione e squilibrio.
Particolare attenzione deve essere riservata alle aree metropolitane, che richiedono complesse articolazioni territoriali per la misurazione degli impatti e per il coordinamento tra i molteplici attori coinvolti. Data la varietà e la complessità degli interventi, si ritiene opportuno promuovere programmi sperimentali basati su progetti pilota, finalizzati a testare modelli innovativi e favorirne la replicabilità, nell’ambito dei futuri Piani Casa, nazionali e regionali, in collaborazione con Regioni, Comuni, Enti gestori.
La transizione demografica richiede un approccio integrato, capace di connettere politiche dell’abitare, pianificazione urbana, servizi territoriali e sostenibilità ambientale. L’ambiente costruito svolge un ruolo attivo in questo processo, contribuendo alla formazione di città più inclusive, resilienti e orientate al benessere delle comunità.
La crisi demografica in atto non è soltanto una questione di numeri. È una questione di forma dell’abitare, di coerenza tra patrimonio e bisogni, di accessibilità ai servizi, di riorganizzazione dei territori, di coesione sociale.
Il punto decisivo è che la progettazione e la pianificazione non possono più essere costruite esclusivamente intorno al paradigma dell’espansione. Devono imparare a lavorare con la contrazione, con l’invecchiamento, con la mobilità umana, con la pluralità delle forme familiari e con l’esistenza di un patrimonio costruito vastissimo ma disallineato.
Per questo, il passaggio da politiche di crescita a politiche di adattamento non è un’opzione tra le altre. È la condizione necessaria per una nuova politica dell’abitare.
Una politica dell’abitare adeguata alla transizione demografica deve essere capace di:
• adattare le case e i quartieri a una società più anziana;
• integrare abitazione, cura, mobilità e servizi;
• trattare la migrazione come componente strutturale e non emergenziale;
• riusare lo stock esistente prima di consumare nuovo suolo;
• costruire una governance stabile e multilivello;
• prevenire le nuove forme di esclusione abitativa.
In questa prospettiva, la transizione demografica non va letta soltanto come una criticità ma anche come l’occasione per ripensare in modo più realistico, più equo e più sostenibile il rapporto tra popolazione, patrimonio edilizio e territorio.
Scopri di più all’interno dell’articolo di Giovanni Di Leo, architetto e membro del Comitato scientifico IN/Arch, su Il Giornale dell’Architettura: https://partnership.ilgiornaledellarchitettura.com/2019/10/20/transizione-demografica-citta-diritti/




