
Sguardi sul paesaggio: Raccontare e riconoscere i paesaggi dell’Emilia-Romagna

Rigenerare l’ex hangar. Dirigibili di Augusta
DL Piano Casa
Roma, Tor Bella Monaca. Vista della Corte Nord e del Museo delle Periferie
Piano Casa: qualche luce, molte ombre ma soprattutto un’occasione mancata
Articolo di Michele Franzina, Segretario Generale e delegato IN/Arch Partenariati Pubblici Privati
Pubblicato su Diario DIAC, 8 maggio 2026
Dopo vari annunci e qualche rinvio è stato varato dal CdM il Decreto Legge cosiddetto Piano Casa. Apprezzabile la procedura seguita nell’elaborazione del decreto, che ha visto il coinvolgimento di una pluralità di soggetti: amministrazioni centrali (MIT, MEF e altri ministeri), regioni ed enti locali, aziende pubbliche e grandi gestori di patrimonio, SGR, investitori istituzionali e fondazioni, operatori del real estate, associazioni di categoria, sindacati degli inquilini etc). Dispiace la mancata presenza al Tavolo dell’Istituto Nazionale di Architettura, su cui ci riserviamo una considerazione finale.
Ugualmente degno di nota è il fatto che il Governo abbia trovato il modo di affrontare una crisi -quella abitativa- che, oltre ai pesanti risvolti sociali, impatta profondamente sulla competitività del sistema produttivo, ostacolando la mobilità del lavoro e la capacità di attrarre investimenti.
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Piano Casa, scenari di rigenerazione urbana? Programmi e progetti come infrastrutture sociali
Articolo di Giovanni Di Leo, delegato IN/Arch Habitat e Rigenerazione
Pubblicato su Diario DIAC, 15 maggio 2026
Il nuovo decreto-legge sul Piano Casa affronta una delle questioni più urgenti del Paese, l’emergenza abitativa. Il provvedimento introduce strumenti straordinari per incrementare l’offerta di alloggi accessibili attraverso interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale e di recupero del patrimonio pubblico inutilizzato. È fondamentale sviluppare in maniera corretta questa grande occasione, riconoscendo che il tema centrale non deve essere solo la costruzione di case, ma la definizione di sistemi urbani integrati per la qualità ecologica e sociale.
Senza una forte regia programmatica e progettuale si corre il rischio di produrre “frammenti”, incapaci di generare inclusione e valore territoriale, privi di visioni al futuro. Per trasferire all’ambiente costruito i criteri complessivi di qualità, bisogna definire programmi e progetti di rigenerazione informati alle connessioni e all’integrazione.
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Piano Casa: un’occasione da cogliere e convertire
Articolo di Massimo Pica Ciamarra, Membro del Comitato dei Saggi IN/Arch
L’espressione “rigenerazione urbana” è diffusa, in apparenza rassicurante: è una mutazione sostanziale rispetto al recupero introdotto dalla Legge 457/1978, allora rivoluzionario rispetto alla precedente cultura espansiva. La rigenerazione tende a concentrarsi su edifici recuperati, piazze ridisegnate, funzioni riattivate. I suoi successi si misurano in mq riqualificati e valori immobiliari prodotti.
Credo che l’imperativo debba essere diverso: “rigenerare gli ambienti di vita” non si limita a ripensare le forme, interroga relazioni, disuguaglianze, senso di appartenenza, qualità dell’esperienze quotidiane. Un luogo non è rigenerato se più bello ma meno accessibile; più efficiente ma meno abitabile; se attrae investimenti ma allontana la comunità che lo abita.
La differenza tra queste espressioni è politico-culturale, non linguistica.
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Piano Casa: alcuni nodi da sciogliere per garantirne la fattibilità
Articolo di Alessandra Montenero, Membro del Comitato dei Saggi IN/Arch
Come è noto, il decreto-legge 66/’26, “Disposizioni urgenti per il Piano Casa”, con le sue finalità contenute nei 12 articoli che lo compongono, ha determinato la pubblicazione di numerose note di sommaria condivisione dei principi e con evidenziazione delle criticità attuative, ad iniziare da quella finanziaria più volte rappresentata.
Purtroppo, la situazione legislativa nazionale è certamente non coerente con il complesso delle problematiche ambientali, sociali ed economiche presenti nel mondo e nel nostro paese, oltre ad essere gravemente lacunosa e per alcuni aspetti contraddittoria, basti pensare a quanto accaduto a Milano in tanti interventi edilizi di rilevanti dimensioni.




