Zevi e la cravatta a farfalla vs total black

XXXI Seminario e Premio di Architettura e Cultura Urbana – Camerino
Premio I LUOGHI PER LO SPORT

Zevi e la cravatta a farfalla vs total black

Esiste ancora una moda per l’abito dell’architetto? Ma il total black sembra autoreferenziale come le opere delle archistar

Architettura e urbanistica erano per Bruno Zevi fortemente legate: lo spazio architettonico si espandeva in quello urbano che a sua volta definiva il contesto e la cornice in cui l’architettura acquisiva senso. Conseguentemente, il piano urbanistico forniva all’edilizia e alle architetture della città non solo il quadro conoscitivo di riferimento, il programma e le linee di sviluppo, ma anche un orientamento spaziale e formale.

Ragionando su Zevi e l’urbanistica, non ho potuto non ricordare il suo stretto rapporto con Luigi Piccinato, che considerava il più importante urbanista italiano e con cui aveva condiviso alcune esperienze professionali, sia nell’ambito edilizio architettonico, sia in quello urbanistico. Entrambi si riconoscevano nella figura e nel mestiere dell’architetto, alla cui appartenenza aderivano con orgoglio, indossando con ostentazione impeccabili cravatte a farfalla, che in quel periodo erano per gli architetti un elemento distintivo, una componente essenziale dell’abito, una moda e nello stesso tempo un rituale. C’era una tradizione: artisti, poeti, futuristi, creativi e anarchici amavano esibire la cravatta a fiocco, a lavallière, la stessa che ritroviamo in molte immagini di Frank Lloyd Wright. Gropius e Le Corbusier usavano indossare la cravatta a farfalla, Gropius le preferiva strette e stilizzate come elementi di design Bauhaus, Le Corbusier le portava come un marchio, un brand di se stesso alla pari degli occhiali neri e rotondi.

Zevi indossava la cravatta a farfalla con disinvoltura, dandole rilievo e centralità come se facesse parte di un’uniforme. Indossarla era un modo di essere e di rappresentarsi. La cravatta a farfalla era il segno distintivo della sua persona, faceva parte del suo essere e della sua immagine. Zevi rimase fedele alla sua divisa fino all’ultimo.

 

Leggi l’articolo completo di Rosario Pavia su il Giornale dell’Architettura >> partnership.ilgiornaledellarchitettura.com