11° incontro del ciclo Ritratti

L’Agrivoltaico per i paesaggi culturali del XXI secolo
12° incontro del ciclo Ritratti

11° incontro del ciclo Ritratti

Foto tratta da GIORGIO RAINERI 1927-2012 a cura di Gentucca Canella e Paolo Mellano, Franco Angeli editore, Milano 2020

Giorgio Raineri, Scuola materna e residenza 

2 maggio ore 17.30
Torino, Castello del Valentino – Aula 10V – Viale Mattioli 39

Moderatore: Franco Lattes – In/Arch
Relatori: Paola Mellano – PoliTO e Michela Rosso – PoliTO


Giorgio Raineri, complesso destinato a Scuola Materna ed edificio per abitazioni in Corso Unione Sovietica, Torino, 1965 

Giorgio Raineri (1927- 2012), nel suo rapporto esclusivo e riservato con il progetto e con la costruzione, combinato con la curiosità raffinata dei suoi orizzonti culturali, rappresenta una delle figure più esemplari di una stagione intensa del tardo Novecento in Piemonte. Ha operato significativamente intorno ai temi della residenza, dell’architettura religiosa e di quella scolastica, talvolta anche di quella industriale, in collaborazione con il fratello Giuseppe, ingegnere, e spesso in un fecondo sodalizio con altri progettisti a lui vicini.

Complesso destinato a Scuola Materna ed edificio per abitazioni in Corso Unione Sovietica, Torino

In una zona periferica allora ancora segnata da presenze agricole, dove le nuove urbanizzazioni si protendevano verso il complesso industriale di Mirafiori, Giorgio Raineri ottenne dalla Provincia domenicana dei Padri Predicatori l’incarico di realizzare un complesso destinato a Scuola Materna ed edificio per abitazioni, in corrispondenza della testata Nord di un isolato dove il Piano del 1959 prevedeva maniche edificate in cortina, con cortile e bassi fabbricati nella parte centrale. L’impianto ad H riempie il perimetro della proprietà, garantendo connessione tra le diverse funzioni e stabilendo una rigorosa ripartizione di ruoli e figurazioni.

 

Committenza: Provincia Domenicana dei Padri Predicatori di Piemonte e Liguria
Progettisti: Giorgio Raineri con la collaborazione di Giuseppe Raineri per le strutture
Costruzione: Impresa Raineri
Cronologia: 1965 – 1968
Indirizzo: Corso Unione Sovietica 223/225, Torino

 

Per maggiori informazioni: RITRATTI: GIORGIO RAINERI, SCUOLA MATERNA E RESIDENZA – TORINO

Iscriviti su Eventbrite per partecipare all’evento

Incontro pubblico in presenza.

Ingresso gratuito per il pubblico e i soci IN/Arch. Gli architetti che non sono iscritti ad IN/Arch e che desiderano i crediti dovranno pagare €6 per i diritti di segreteria.
L’incontro da diritto a 2 Crediti Formativi professionali per gli architetti di tutta Italia. Approvazione del CNAPPC 919/2021.


RITRATTI
Architetti e architetture del secondo Novecento a Torino e in Piemonte

Con questo ciclo di incontri IN/Arch Piemonte si propone di contribuire alla conoscenza di opere di architettura del secondo novecento, opere meno note, spesso ai margini della storiografia ufficiale, ma che nascondono contributi preziosi per ricostruire la storia dei luoghi insieme alle intenzioni, ai linguaggi e alle tecniche dell’architettura; opere spesso sospese nell’oblio o quantomeno sradicate dal contesto storico a cui andrebbero ricondotte. Si tratta di edifici che spesso rischiano di essere snaturati, demoliti, sacrificati sull’altare del mercato immobiliare o dell’aggiornamento funzionale e tecnologico. Eppure nei decenni che vanno dalla ricostruzione al “boom economico”, una generazione di architetti formatasi durante il regime o a cavallo della guerra, si esprime con opere molto significative, talvolta riconducibili ad un dibattito internazionale. Sono gli anni della maturità dei grandi maestri del Movimento Moderno, ma anche dei primi segnali della crisi dei dogmi della modernità.

A Torino e in Piemonte alcuni architetti si esprimono interesse per le tradizioni spesso negate, con una nuova attenzione ai contesti locali, dove la modernità dialoga con le matrici insediative, dove si intrecciano logiche economiche, tecniche, politiche e nuove idee dell’abitare. Altri si impegnano sui temi dell’edilizia sociale, dei servizi e dei luoghi del lavoro, le cui carenze assumono rilievo drammatico nel corso dei rapidi processi di inurbamento e industrializzazione. Altri ancora, rivelano un’attenzione al design che porterà l’Italia ad essere nota nel mondo per la qualità della sua ricerca nel campo del prodotto industriale.

Le opere di questo periodo, pur nella loro precaria frammentarietà all’interno di un paesaggio urbano oggi radicalmente trasformato, sono testimonianza della energie e delle idee che hanno animato l’architettura del secondo dopoguerra, più impegnata sul piano della responsabilità tecnica, intellettuale e sociale del mestiere, del rapporto con l’impresa e con la committenza, che al consolidamento di una dottrina accademica. Architetture talvolta sviluppate dentro un processo di aggiornamento della formazione professionale e di sviluppo tecnologico della produzione edilizia, ma anche di forti spinte speculative che coinvolgono le città e i territori, con diffusi esiti di degrado del paesaggio e dello spazio pubblico. Per queste ragioni, quella stagione è stata, nel suo scenario complessivo, spesso giudicata sfavorevolmente. Anche gli strumenti della tutela, con il passaggio da 50 a 70 anni della soglia per il vincolo dei beni di proprietà pubblica, sembra aver confermato questa damnatio memoriae.

 

Programma del ciclo d’incontri Ritratti. Architetti e architetture del secondo Novecento a Torino e in Piemonte