6° incontro del ciclo Ritratti

Bando “Qualità dell’Architettura”. Presentazione dei risultati

6° incontro del ciclo Ritratti

Foto di Davide Derossi

Morbelli – Morelli. Grattacielo RAI Torino

6 dicembre ore 17.30
Torino, Urban Lab, Piazza Palazzo di città 8/F

Moderatore: Serio Pace
Relatori: Marianna Gaetani e Vittorio Nascè


Aldo Morbelli, Domenico Morelli, Fabrizio de Miranda – Grattacielo della RAI (1962-1968), Torino

Tra i primi edifici alti costruiti a Torino nel secondo dopoguerra, il grattacielo Rai ha contribuito fortemente al dibattito sul mutamento più o meno opportuno dello skyline cittadino. A fronte delle continue richieste da parte della Rai di aumentare la capacità edificatoria, i progettisti hanno disegnato un corpo alto sviluppato su 18 piani fuori terra, appoggiato su una piastra di cinque/sei livelli che occupa l’intero isolato, compreso tra le vie Cernaia, Guicciardini e Ruffini, e la piazza XVII Dicembre.

L’edificio è uno dei primi realizzati a Torino con una struttura in acciaio, struttura che, per via della snellezza della torre, è stato oggetto di studi e indagini specifiche che hanno accompagnato lo sviluppo dell’intero progetto. I prospetti presentano una vistosa pilastratura metallica che segna tutto il fabbricato, e contiene una facciata continua realizzata in lastre di vetro e profili di alluminio. L’effetto è quello di una preziosa tessitura tecnica che gioca sul doppio registro (struttura esterna e involucro), abbinato a una elegante variazione cromatica degli elementi metallici che la costituiscono.

Committenza: Rai
Progettista: Aldo Morbelli e Domenico Morelli con Fabrizio de Miranda
Cronologia: 1959-1961 (progettazione) 1961-1968 (cantiere)
Indirizzo: Torino, via Cernaia 33

 

Per maggiori informazioni: RITRATTI_06: MORBELLI | MORELLI – GRATTACIELO RAI – TORINO

Iscriviti su Eventbrite per partecipare all’evento

Incontro pubblico in presenza.

Ingresso gratuito per il pubblico e i soci IN/Arch. Gli architetti che non sono iscritti ad IN/Arch e che desiderano i crediti dovranno pagare €6 per i diritti di segreteria.
L’incontro da diritto a 2 Crediti Formativi professionali per gli architetti di tutta Italia. Approvazione del CNAPPC 919/2021.


RITRATTI
Architetti e architetture del secondo Novecento a Torino e in Piemonte

Con questo ciclo di incontri IN/Arch Piemonte si propone di contribuire alla conoscenza di opere di architettura del secondo novecento, opere meno note, spesso ai margini della storiografia ufficiale, ma che nascondono contributi preziosi per ricostruire la storia dei luoghi insieme alle intenzioni, ai linguaggi e alle tecniche dell’architettura; opere spesso sospese nell’oblio o quantomeno sradicate dal contesto storico a cui andrebbero ricondotte. Si tratta di edifici che spesso rischiano di essere snaturati, demoliti, sacrificati sull’altare del mercato immobiliare o dell’aggiornamento funzionale e tecnologico. Eppure nei decenni che vanno dalla ricostruzione al “boom economico”, una generazione di architetti formatasi durante il regime o a cavallo della guerra, si esprime con opere molto significative, talvolta riconducibili ad un dibattito internazionale. Sono gli anni della maturità dei grandi maestri del Movimento Moderno, ma anche dei primi segnali della crisi dei dogmi della modernità.

A Torino e in Piemonte alcuni architetti si esprimono interesse per le tradizioni spesso negate, con una nuova attenzione ai contesti locali, dove la modernità dialoga con le matrici insediative, dove si intrecciano logiche economiche, tecniche, politiche e nuove idee dell’abitare. Altri si impegnano sui temi dell’edilizia sociale, dei servizi e dei luoghi del lavoro, le cui carenze assumono rilievo drammatico nel corso dei rapidi processi di inurbamento e industrializzazione. Altri ancora, rivelano un’attenzione al design che porterà l’Italia ad essere nota nel mondo per la qualità della sua ricerca nel campo del prodotto industriale.

Le opere di questo periodo, pur nella loro precaria frammentarietà all’interno di un paesaggio urbano oggi radicalmente trasformato, sono testimonianza della energie e delle idee che hanno animato l’architettura del secondo dopoguerra, più impegnata sul piano della responsabilità tecnica, intellettuale e sociale del mestiere, del rapporto con l’impresa e con la committenza, che al consolidamento di una dottrina accademica. Architetture talvolta sviluppate dentro un processo di aggiornamento della formazione professionale e di sviluppo tecnologico della produzione edilizia, ma anche di forti spinte speculative che coinvolgono le città e i territori, con diffusi esiti di degrado del paesaggio e dello spazio pubblico. Per queste ragioni, quella stagione è stata, nel suo scenario complessivo, spesso giudicata sfavorevolmente. Anche gli strumenti della tutela, con il passaggio da 50 a 70 anni della soglia per il vincolo dei beni di proprietà pubblica, sembra aver confermato questa damnatio memoriae.

 

Programma del ciclo d’incontri Ritratti. Architetti e architetture del secondo Novecento a Torino e in Piemonte