12° incontro del ciclo Ritratti

11° incontro del ciclo Ritratti
Teoria Salutogenica e Psicologica dell’Abitare

12° incontro del ciclo Ritratti

Foto di Riccardo Moncalvo tratta da «L’Architettura. Cronache e storia», n.100, febbraio 1964

Bruno Zevi – Biblioteca Civica Luigi Einaudi (1963-1964) – Dogliani (CN)

16 maggio ore 17.30
Torino, Urban Lab, Piazza Palazzo di Città 8f

Moderatore: Manuel Ramello – PoliTO
Relatori: Gentucca Canella – PoliTO e Stefania Dassi – Ministero della Cultura


Bruno Zevi e studio A/Z, Biblioteca civica Luigi Einaudi, Dogliani, 1963-64

Nel 1963, su incarico di Giulio Einaudi, lo studio A/Z Architetti e Ingegneri di Roma progetta, con la consulenza critica di Bruno Zevi, la Biblioteca di Dogliani, dedicata alla memoria di Luigi Einaudi.

Un prototipo, nelle intenzioni, da moltiplicarsi in centinaia di esemplari, per diffondere capillarmente la cultura nei comuni e nei quartieri urbani. Una svolta radicale nella politica delle biblioteche… Nel conferire l’incarico, lo stesso Einaudi ne precisa i principi conduttori: prefabbricazione, per ottenere bassi costi; libero montaggio degli elementi prefabbricati; posizionamento strategico nel tessuto urbano. Tali principi si inverano nell’immagine inedita di Dogliani, distesa orizzontalmente lungo il corso del fiume, vera “passeggiata tra i libri”. All’interno, scaffalature sospese e scorrevoli consentono la massima flessibilità funzionale: spazi per la lettura, il gioco dei bambini, l’ascolto della musica, conferenze e concerti. All’esterno, le fasce aggettanti e protese, di matrice wrightiana, utilizzate come scaffali, favoriscono, attraverso la piena visibilità dei libri, la massima osmosi tra interno ed esterno.

Committenza: Giulio Einaudi
Progettisti: Bruno Zevi (consulenza critica per la progettazione) e studio A/Z Architetti e Ingegneri, Roma
Coordinatore e direttore dei lavori: Vittorio Gigliotti
Consulente sistemazione a verde: Nello Renacco
Tecnica di prefabbricazione: Ruggero Altavilla
Strutture: Michele Pagano
Cronologia: 1963 – 1964
Indirizzo: Dogliani (Cuneo), Piazza Luigi Einaudi 9

 

Per maggiori informazioni: RITRATTI: ZEVI – BIBLIOTECA CIVICA A DOGLIANI (CN)

Iscriviti su Eventbrite per partecipare all’evento

Incontro pubblico in presenza.

Ingresso gratuito per il pubblico e i soci IN/Arch. Gli architetti che non sono iscritti ad IN/Arch e che desiderano i crediti dovranno pagare €6 per i diritti di segreteria.
L’incontro da diritto a 2 Crediti Formativi professionali per gli architetti di tutta Italia. Approvazione del CNAPPC 919/2021.


RITRATTI
Architetti e architetture del secondo Novecento a Torino e in Piemonte

Con questo ciclo di incontri IN/Arch Piemonte si propone di contribuire alla conoscenza di opere di architettura del secondo novecento, opere meno note, spesso ai margini della storiografia ufficiale, ma che nascondono contributi preziosi per ricostruire la storia dei luoghi insieme alle intenzioni, ai linguaggi e alle tecniche dell’architettura; opere spesso sospese nell’oblio o quantomeno sradicate dal contesto storico a cui andrebbero ricondotte. Si tratta di edifici che spesso rischiano di essere snaturati, demoliti, sacrificati sull’altare del mercato immobiliare o dell’aggiornamento funzionale e tecnologico. Eppure nei decenni che vanno dalla ricostruzione al “boom economico”, una generazione di architetti formatasi durante il regime o a cavallo della guerra, si esprime con opere molto significative, talvolta riconducibili ad un dibattito internazionale. Sono gli anni della maturità dei grandi maestri del Movimento Moderno, ma anche dei primi segnali della crisi dei dogmi della modernità.

A Torino e in Piemonte alcuni architetti si esprimono interesse per le tradizioni spesso negate, con una nuova attenzione ai contesti locali, dove la modernità dialoga con le matrici insediative, dove si intrecciano logiche economiche, tecniche, politiche e nuove idee dell’abitare. Altri si impegnano sui temi dell’edilizia sociale, dei servizi e dei luoghi del lavoro, le cui carenze assumono rilievo drammatico nel corso dei rapidi processi di inurbamento e industrializzazione. Altri ancora, rivelano un’attenzione al design che porterà l’Italia ad essere nota nel mondo per la qualità della sua ricerca nel campo del prodotto industriale.

Le opere di questo periodo, pur nella loro precaria frammentarietà all’interno di un paesaggio urbano oggi radicalmente trasformato, sono testimonianza della energie e delle idee che hanno animato l’architettura del secondo dopoguerra, più impegnata sul piano della responsabilità tecnica, intellettuale e sociale del mestiere, del rapporto con l’impresa e con la committenza, che al consolidamento di una dottrina accademica. Architetture talvolta sviluppate dentro un processo di aggiornamento della formazione professionale e di sviluppo tecnologico della produzione edilizia, ma anche di forti spinte speculative che coinvolgono le città e i territori, con diffusi esiti di degrado del paesaggio e dello spazio pubblico. Per queste ragioni, quella stagione è stata, nel suo scenario complessivo, spesso giudicata sfavorevolmente. Anche gli strumenti della tutela, con il passaggio da 50 a 70 anni della soglia per il vincolo dei beni di proprietà pubblica, sembra aver confermato questa damnatio memoriae.

 

Programma del ciclo d’incontri Ritratti. Architetti e architetture del secondo Novecento a Torino e in Piemonte